Torre dell’Orso

Torre dell’Orso è una delle mete privilegiate dai turisti per trascorrere le ferie estive sulla costa adriatica del Salento. Dotata di strutture ricettive all’avanguardia, offre, soprattutto ai giovani, piacevoli serate all’insegna del divertimento nei suoi numerosi locali sul lungomare. Più volte “Bandiera Blu” per la bellezza del suo mare e la pulizia delle spiaggie, è molto amata soprattutto dagli appassionati di pesca subacquea, perchè i suoi fondali sono ricchi di vegetazione, e poichè l’acqua è cristallina, è possibile osservarli minuziosamente come se fossero fuori dalle acque.
La spiaggia è racchiusa tra due alte scogliere, e si estende per circa 1 km, mentre alle sue spalle si estende un folta pineta, attraversata da un corso d’acqua chiamato “Brunese”. Lungo le scogliere, sono presenti diverse grotte che testimoniano, attraverso i graffiti di cui sono ricoperte le loro pareti, come questa località sia stata un punto di passaggio obbligato per quanti si apprestavano ad attraversare il canale d’Otranto o per quanti vi facevano ritorno.
Tra le bellezze naturalistiche, sono da vedere le “Due Sorelle”, due alti faraglioni, quasi identici, che si trovano a pochi metri dalla riva. La leggenda narra che due sorelle, attirate verso il mare per trovare un pò di refrigerio dalla calura estiva, si avvicinarono alla scogliera. Una delle due, fu talmente attratta dalle acque, che si gettò in mare, mentre l’altra, in un tentativo disperato di salvarla, la seguì. Un pescatore che passava di lì per caso, udì le grida disperate delle due sorelle, ma quando arrivò sul luogo da cui sembrava provenissero le urla, trovò i due faraglioni, che non aveva mai visto prima. Si pensa che siano le due sorelle, ancora abbracciate.
Da visitare anche la Grotta di S. Cristoforo, sul lato sud-orientale della spiaggia di Torre dell’Orso, le cui pareti sono interamente ricoperte di graffiti con voti e preghiere di marinai o mercanti che si apprestavano ad attraversare il Canale d’Otranto, o ringraziamenti per lo scampato pericolo, di quanti erano di ritorno.
